L'unione stilizzata della beccaccia e del bicchiere di
vino vuol evidenziare gli elementi essenziali dell'enogastronomia,
ossia il cibo e il vino. La scelta di questo volatile,
detto "la galinaza", non è stata, comunque, casuale:
esso, infatti, è considerato da generazioni di "beccacciai"
come il più interessante, seducente e caratteristico fra
i pennuti che stagionalmente attraversano la nostra regione. Si
tratta di un uccello non molto comune, schivo, silenzioso e che
generalmente vive solo; singolarità, queste, che gli sono
valse l'appellativo di "Regina del bosco" e possono,
in qualche modo, paragonarsi a quelle del vignaiolo alle prese
col suo difficile mestiere.
L'attività del viticoltore è perennemente esposta
ai capricci del clima e sono necessarie capacità cristalline,
conoscenze specifiche, nonché tecnologie al passo con il
progresso enologico, sì da produrre vini costantemente
migliori per un sempre più positivo riscontro da parte
del consumatore. L'unione simbolica della beccaccia e del bicchiere
nel marchio dell'Azienda può, quindi, essere letta sia
come il suggello di un intento comune sia come un augurio di futuri
convivi.